Oltre 400 milioni i bambini nel mondo costretti a lavorare, sfruttati e vessati dagli adulti. Secondo stime di organismi umanitari la forza lavoro minorile supera ancora oggi il 10% della manodopera a livello globale. Fiorente anche la tratta e il mercato della prostituzione minorile. E non solo nel sud e nei Paesi più poveri del pianeta, ma anche nella ricca e civile Europa, dove il traffico di esseri umani è in aumento, come documenta il primo Rapporto in materia pubblicato ieri dalla Commissione europea.
“E’ difficile immaginare che nei nostri Paesi, liberi e democratici - sottolinea Cecilia Malmstrom commissaria europea per gli Affari Interni - decine di migliaia di esseri umani possano essere privati della libertà e sfruttati, scambiati come merci a fine di lucro”. Eppure, esiste dal 2011 una direttiva anti-tratta, in scadenza il 6 aprile scorso ma recepita solo 6 Stati su 27. E se le vittime, identificate o presunte, della tratta nell’Unione Europea sono state, tra il 2008 e il 2010, 23.632, in crescita del 18%, sono calate invece del 13% le condanne dei trafficanti. Cresce dunque l’impunità di un reato tanto odioso, che colpisce donne (68%), uomini (17%), ragazze (12%) e ragazzi (3%), vittime di prostituzione (62%), lavori forzati (25%) e altre attività criminali, perfino vendite di minori e prelievo di organi. Oltre il 60% proviene dagli stessi Stati membri, per lo più Romania e Bulgaria, per il resto da Africa (14%), da Asia (6%) e da America Latina (5%). Non è più possibile ignorare “un reato tanto aberrante”, ammonisce Cecilia Malmstrom, sollecitando tutti i Paesi dell’Ue ad adottare le nuove norme anti-tratta di tipo penale, di sostegno alle vittime, di prevenzione.