“Rimuovere le barriere per creare una società inclusiva e accessibile a tutti”: il tema 2012 della Giornata istituita dall’Onu, già nel 1981, perché la disabilità fosse patrimonio e ricchezza per il mondo, superando pregiudizi, egoismi e negligenze. Da qui l’esortazione lanciata ieri all’Angelus dal Papa a legislatori e governanti “a tutelare le persone con disabilità e a promuovere la loro piena partecipazione alla vita della società”.
Fa eco a Benedetto XVI, il segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon, richiamando la sfida globale per “eliminare la discriminazione e l’esclusione” e “creare delle società che valorizzino la diversità e l’inclusione.”
“E’ pur vero – osserva mons. Zimowski nel suo messaggio – che le persone con disabilità, svelando la radicale fragilità della condizione umana, rappresentano un’espressione del dramma del dolore, che in questa nostra società viene spesso percepito come uno scandalo e un fardello da rimuovere, o da risolvere in modo sbrigativo”. Occorre invece guardare - scrive il presule -“con occhi nuovi” la disabilità, quale “espressione dell’unicità di ogni persona”, così come sottolineato ieri da Benedetto XVI:
“Ogni persona, pur con i suoi limiti fisici e psichici, anche gravi, è sempre un valore inestimabile, e come tale va considerata”.
Dunque, “rifuggendo qualsiasi atteggiamento paternalista e assistenzialismo pietistico”, rimarca mons. Zimowski, è indispensabile puntare al “bene integrale” dei disabili, “anche se ciò può comportare un maggiore carico finanziario e sociale”. E la Chiesa vuole essere accanto ai disabili e ai loro familiari “partecipe delle fatiche e inevitabili momenti di sconforto, illuminandoli con la luce della fede e con la speranza che scaturisce dalla solidarietà e dall’amore”, Rivolto ai ‘protagonisti’ della Giornata mons. Zimowski conclude: “La Chiesa Vi è vicina, non Vi abbandona!