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Incontro Ccee sui migranti. I cardinali Vegliò e Bozanic: immigrati nel cuore della Chiesa

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Articolo in: Radio Vaticana  

Roberta Gisotti 28/11/2012

Incontro Ccee sui migranti. I cardinali Vegliò e Bozanic: immigrati nel cuore della Chiesa

Gli immigrati sono protagonisti della missione della Chiesa: lo hanno evidenziato i cardinali Antonio Mario Vegliò e Josip Bozanic aprendo, ieri pomeriggio a Roma, l’Incontro dei direttori nazionali della pastorale per i migranti delle Conferenze episcopali d’Europa. Il servizio di Roberta Gisotti.

 

“Vogliamo riflettere sulla relazione tra migrazione ed evangelizzazione”, ha spiegato il cardinale Bozanic, presidente della sezione migrazione della Commissione "Caritas in Veritate" del Consiglio delle Conferenze episcopali d’Europa (Ccee). Dunque, cosa comporta per la Chiesa la crescente imponenza del fenomeno migratorio?

Anzitutto, ha detto il porporato, “la Chiesa deve essere luogo di accoglienza ovunque arrivano o passano delle persone e offrire a tutti la possibilità di incontrarsi con Gesù”, e anche ricercare “chi è appena arrivato”, spesso “solo e senza speranza”. “Non possiamo separare – ha sottolineato il cardinale Bozanic – l’assistenza sociale, la carità, la promozione della giustizia e l’annuncio di Cristo”. Così pure gli immigrati credenti “sono protagonisti della missione della Chiesa” e non possono limitarsi a dare al Paese che li ospita “solo la forza del proprio lavoro o la capacità intellettuale degli studio”, ma sono chiamati “a testimoniare la fede con gioia e senza paura”: sul posto del lavoro, nel quartiere, negli ambienti che frequentano, come “segno visibile” di luce della fede per la comunità locale. “Una fede nascosta finisce per spegnersi”, ha ammonito il porporato, auspicando che “le leggi e la cultura in Europa e nel mondo non siamo d’ostacolo ai credenti”.

“Le persone in movimento” - ha aggiunto il cardinale Vegliò, presidente del Pontificio Consiglio della pastorale dei migranti – sono “una forza di trasformazione” avendo “il potere di cambiare le dimensioni demografiche, economiche e sociali dell’intero pianeta”. Per questo, la Chiesa deve contribuire “alla discussione pubblica su migrazione e sicurezza delle frontiere”, perché la comunità internazionale possa concordare un quadro normativo rispettoso della giustizia e della solidarietà, soprattutto, della dignità di ogni persona”, “a prescindere dal suo status giuridico, nella legalità o nella irregolarità.

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