"Troppi leader religiosi – ha esordito Ban Ki-moon - hanno alimentato intolleranza, supportato estremismo e propagato odio.... Tuttavia sappiamo che incolpare l’altro non è una strategia politica per un Paese, un continente o un mondo sano". I leader religiosi, che “hanno un’influenza enorme” - ha aggiunto - “possono essere potenti forze per la cooperazione e la conoscenza”. Per questo, gli ha fatto eco, il cardinale Tauran, presidente del Pontificio Consiglio per il dialogo interreligioso, “siamo osservati” e tutti si aspettano dal nuovo Centro Kaiciid “onestà, apertura e credibilità”. Molti temi su cui dialogare, ha anticipato il porporato, che toccano i diritti umani fondamentali, a partire dalla libertà religiosa. La Santa Sede, - ha detto - è particolarmente attenta alla sorte delle comunità cristiane nei Paesi dove tale libertà non è adeguatamente garantita”. “Ogni essere umano è il nostro prossimo”, ha ricordato il patriarca di Costantinopoli Bartolomeo I. In “questa notte della religione” – ha ammonito – che vede lacerati popoli e nazioni, è un messaggio che deve arrivare alle “leadership di tutte le religioni”, ai “pulpiti locali”, alle “strade di ogni città e villaggio”.