Si stima siano nel mondo 12 milioni le persone "trafficate", per l’80% sfruttate a scopi sessuali, in massima parte donne, 2 su 10 minorenni, in balia di organizzazioni criminose. Il fenomeno è diffuso in tutti i Paesi del mondo, che esportano e importano moderni schiavi. L’Europa non fa eccezione. Quasi tutti i Paesi sono mete della tratta, che giunge dall’Asia orientale, dal Sud America, dall’Africa occidentale, in particolare dalla Nigeria, ma soprattutto dal centro, sud ed est europeo. Fabio Bellumore, portavoce dell’Ecpat-Italia:
R. – In Europa, si dice che il 79% delle vittime siano femmine, di cui il 12% minorenni, mentre il 21% sono uomini di cui il 3% minorenni. La tratta di persone, di esseri umani e in particolare di bambini è un triste mercato: si calcola che in Italia, sull’intera fascia di donne prostituite, tra il 7 e il 10 % siano minorenni.
D. – L’Unione Europea nel giugno scorso ha varato un piano per contrastare questa vergognosa attività. Quali sono i punti principali?
R. – I punti sono: una migliore identificazione e protezione delle vittime, un perseguimento crescente dei trafficanti, lo sviluppo di sistemi di protezione dell’infanzia, la creazione di unità nazionali preposte all’applicazione della legge sul traffico di esseri minori e la creazione di squadre investigative comuni. Ecpat-Italia sostiene da tempo che il traffico di persone e il traffico di minori è un racket di cui bisogna seguire i soldi. Se si mettesse insieme una cooperazione, cioè un’azione congiunta dei vari Stati, un’azione giudiziaria congiunta, si potrebbe veramente lavorare meglio. Questo è quello che noi abbiamo detto anche a Londra nel Parlamento inglese, dove il presidente di Ecpat Italia era presente, l’altro ieri e ieri.
D. – Quindi, trattare questo fenomeno come una vera e propria attività di criminalità organizzata?
R. – Sì, esatto: bisogna trattarlo in questa maniera.