Il sequestro avvenuto il 17 agosto, segue altri casi venuti alla luce negli ultimi mesi: quello nel Punjab, di Farah Hatim, anch'ella rapita e costretta al matrimonio e alla conversione forzata e quello di Arifa Alfred, 27 anni sequestrata nel distretto di Quetta, trattenuta per due anni a casa di un musulmano, poi sfuggita al suo aguzzino il primo agosto scorso; ed ancora la storia delle due sorelline Saba e Anila Younas di 13 e 10 anni, rapite il 26 giugno, in un villaggio nel Punjab e poi liberate.
Tra gli organismi in prima fila nella denuncia del grave fenomeno è Franciscans International (FI) che ha perfino interpellato l'Onu per fermare le violenze contro le giovani donne cristiane: sarebbero infatti almeno 700 i casi di sequestri ogni anno. Episodi "tristi e tragici" denuncia mons. Saldana, già presidente della Conferenza episcopale pakistana, "una delle tante croci - sottolinea - che le minoranze piccole e senza speranza devono sopportare in Pakistan".
A dire il vero la Costituzione pakistana garantisce alle minoranze di professare e praticare la loro religione e sviluppare la loro cultura". Queste le parole, i fatti sono altri! Oltre ai rapimenti ci sono centinaia di conversioni forzate di cristiani dettate da insicurezza e discriminazioni sociali a scuola, nelle università, sul lavoro.