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Roberta Gisotti 18/11/2009

Giornata conclusiva, oggi, alla sede Fao di Roma, del Vertice mondiale sull'alimentazione. Un incontro che si sperava decisivo per stilare i prossimi impegni della comunità internazionale nella lotta alla fame nel mondo. Per gli aggiornamenti,
Chiuso il Vertice, in un clima dimesso per le aspettative deluse sulla Dichiarazione finale - stranamente approvata lunedì in apertura dei lavori - in cui tutti i leader del mondo si sono impegnati genericamente a cancellare al più presto la fame nel mondo. Ben altro ci si aspettava come aveva auspicato il segretario generale dell'Onu Ban Ki-moon di dare risposte reali ad oltre un miliardo di persone che non hanno da mangiare, tanto che ogni 6 secondi muore un bambino cui è negato il cibo per vivere. Di questo ha parlato stamane il relatore speciale Onu sul diritto all'alimentazione, Olivier De Schutter, deluso anch'egli dal documento che non affronta questioni vitali per l'economia alimentare, dominata - ha detto - da concentrazioni private e speculazioni fuori da ogni controllo sul mercato agricolo. In generale poche idee in questo Vertice, a parte la dettagliata ed approfondita analisi offerta dal Papa, dove originali argomentazioni socio-economiche sono state supportate da basi etiche da cui non si può prescindere se si vuole uscire dalla retorica delle promesse disattese. Stamane è stato fatto il punto in una conferenza stampa sulla crisi alimentare nel Corno d'Africa, dove 23 milioni di persone versano in situazione di grave bisogno, in gran parte 12 milioni in Etiopia e 6 milioni in Somalia. Non abbiamo bisogno di parole altisonanti ha detto il responsabile Fao ma di fatti per sostenere questi Paesi afflitti da siccità, conflitti, instabilità politiche. Ma per ora solo il 50 per cento dei finanziamenti per lo sviluppo richiesti dalla Fao è stato stanziato. Per una valutazione finale si aspetta ora la conferenza stampa di chiusura annunciata per le 14.30. A tirare le fila del Vertice sarà il direttore generale della Fao, Jacques Diouf, che si è già detto profondamente rammaricato per la mancanza di impegni finanziari e limiti temporali nella Dichiarazione.