Notizia letta 120937 volte
Roberta Gisotti 20/04/2009

In un clima di divisioni e assenze clamorose, si è aperta stamane a Ginevra la seconda Conferenza delle Nazioni Unite sul razzismo, la discriminazione razziale e la xenofobia, 8 anni dopo la prima svoltasi a Durban in Sud Africa. Oltre 150 i Paesi
"Sono profondamente deluso" - ha esordito Ban Ki-moon - "rimpiango profondamente che alcuni abbiano scelto di farsi da parte". E poi ha aggiunto "possiamo superare le divergenze", quindi l'appello "a tutti i Paesi a considerare questo processo come un inizio e non una fine.''
Le lunghe trattative e i compromessi raggiunti sulla bozza di dichiarazione finale per eliminare le accuse di razzismo contro lo Stato di Israele e i toni ritenuti antisemiti non hanno impedito l'assenza oggi a Ginevra di Stati Uniti ed Israele, che ricordiamo avevano già abbandonato la Conferenza di Durban. Ma la crepa nella casa ONU dopo 8 anni si è allargata ad Australia, Nuova Zelanda, Canada e in Europa a Germania, Olanda, Polonia ed Italia, che dopo consultazioni febbrili per raggiungere una posizione comune nell'Unione Europea hanno deciso di boicottare i lavori di Ginevra.
A scaldare ulteriormente gli animi l'incontro ieri tra il presidente elvetico Merz e il presidente iraniano Ahmadinejad, verso cui si appuntano le critiche più aspre. Per questo l'ambasciatore israeliano ha abbandonato stamane Ginevra in segno di protesta, mentre il premier Netanyahu, ha sottolineato come nel giorno in cui Israele celebra la memoria della Shoah, la Conferenza contro il razzismo "accoglie un razzista e negazionista". Grande attesa dunque per l'intervento di Ahmadinejad previsto nel pomeriggio, su cui pesa il monito della Francia, che lascerà l'aula alle prime dichiarazioni razziste o antisemite del capo di Stato iraniano, che questa mattina ha incontrato, a margine della Conferenza, Ban Ki-moon, forse nel tentativo del segretario generale dell'ONU di arginare uno scontro ancora più duro con i Paesi che hanno disertato Ginevra.
Tornando all'intervento in aula di Ban Ki-moon, questi ha denunciato che il razzismo non è scomparso "e può essere istituzionalizzato, come l'Olocausto ma può anche esprimersi in modo meno ufficiale, sotto forma di odio verso alcune classi o persone particolari", citando "l'antisemitismo" e "la nuova islamofobia". "Le vittime del razzismo "ci guardano ma cosa vedono?" - si è chiesto il segretario generale dell'ONU: ''parliamo di tolleranza e mutuo rispetto, ma puntiamo l'indice gli uni contro gli altri e ci rivolgiamo gli uni agli altri le stesse accuse'' del passato, ha deprecato Ban Ki-moon, denunciando poi il traffico di esseri umani e le nuove politiche xenofobe in aumento. Per il capo dell'Onu, ''la discriminazione non sparisce da sola. Deve essere affrontata. Altrimenti può diventare causa di disordini e violenze sociali". Ultimo monito: "dobbiamo essere particolarmente vigilanti in questo periodo di difficoltà economica''.