La Commissione di valutazione film della Conferenza episcopale italiana (Cei) contesta la scelta di far proiettare in Italia «senza nessun taglio o divieto» il film Gangs of New York di Martin Scorsese.
«È una decisione che lascia sconcertati», commenta la Commissione pur rilevando che il film rappresenta «un affresco impietoso sull' America di ieri che parla forse anche di quella di oggi.
In questa prospettiva si può vedere il film con maggiore serenità e accortezza per non lasciarsi andare al rifiuto che altrimenti si prova di fronte a sequenze crude e brutali». Tuttavia, spiega la nota, sarebbe stato meglio proteggere gli adolescenti come hanno fatto negli Usa, dove il film è ha la sigla "R", ossia "Restricted", che vale l' ingresso vietato ai minori di 17 anni non accompagnati da adulti. Tanto più che anche in Gran Bretagna e in Canada è stato deciso il divieto ai minori di 18 anni. Insomma, anche da noi si doveva destinare il film «ad un pubblico adulto, in grado di filtrare le suggestioni emotive con l' interesse che può derivare dai riferimenti storici, dai temi della politica, della corruzione, del formarsi dell' idea democratica del suffragio universale».
E Roberta Gisotti, rappresentante delle Associazioni dei genitori nella Commissione di revisione cinematografica si è dimessa perchè: «La commissione non è più in grado di svolgere il suo compito».