Dai microfoni dell’emittente Rtl, Renzi, mette le mani avanti e chiede di non utilizzare il referendum per buttare giù l’esecutivo. A dire il vero era stato lui in passato a minacciare le dimissioni in caso di un esito sfavorevole per la riforma elaborata dal suo governo. Sarà solo – ha detto– “un’occasione perduta”. Ridimensiona dunque il leader del Pd la valenza politica della consultazione. Ed attacca D’Alema e Berlusconi, che sostenendo il no al riforma costituzionale punterebbero a ritornare in campo e a fare una bella bicamerale. L’ex leader dei Ds replica definendo una sciocchezza accostarlo al leader di Forza Italia, aggiungendo che gli italiani non dei sprovveduti. Critiche a anche dal Movimento 5 stelle: per mesi Renzi - denunciano - ha personalizzato il voto referendario, ora ci ripensa perché i sondaggi danno il no in netto vantaggio. Intanto sul Corriere della Sera, l’imprenditore ed editore Carlo De Benedetti, ribatte: “se vincesse il no, Renzi dovrebbe dimettersi il giorno dopo".