Il rischio più grande di infiltrazioni jihadiste tra i migranti arriva dalla rotta dei Balcani, zona previlegiata di transito per i combattenti stranieri - oltre 900 sono partiti da lì per i teatri di guerra – ed terreno fertile per il radicalismo islamico. Nessun riscontro invece nei flussi migratori dal Nordafrica. L’intelligence paventa dopo Parigi nuove azioni terroristiche eclatanti in Europa, in particolare l’Italia sarebbe nel mirino per i suoi rapporti con gli Usa ed Israele e nel contesto dell’Anno giubilare. Timori anche sul fronte interno per la possibile ripresa di azioni criminali di matrice anarchica e di brigatista. Tra gli obiettivi privilegiati anche il Vaticano e la Chiesa. Una relazione certo d’interesse per il governo e la politica e ma che resa pubblica spaventa i cittadini. Allarme anche in campo economico. Il ministro dell’economia Padoan ha denunciato il proliferare di una rete globale di sostegno alle attività terroristiche, che sta inquinando perfino i sistemi finanziari e i mercati. Per questo ha invocato maggiore cooperazione a livello nazionale e internazionale.