Oggi, a Ramallah, una soldatessa israeliana è stata pugnalata e il suo assalitore palestinese ucciso a colpi d’arma da fuoco. Mentre ad Hebron un palestinese è morto asfissiato dai gas lacrimogeni e due razzi sono stati lanciati da Gaza verso Israele. E, non si spengono le polemiche sull’inedito racconto della Shoah del premier israeliano. Netanhyau “vuole cambiare la storia degli ebrei”, ha replicato il presidente palestinese Abbas. Mentre dalla Germania il portavoce della Merkel ha ribadito che la responsabilità dello sterminio ricade sulle spalle dei tedeschi. Intanto la diplomazia cerca di ricomporre il conflitto. Incontrando il segretario generale dell’Onu Ban Ki moon, Abbas si è detto disponibile a trattative di pace ma è tornato ad accusare Israele di voler mutare lo status quo della Spianata delle Moschee, chiedendo la protezione internazionale, anche su tutti i territori occupati. E dall’Unesco è arrivata una risoluzione di condanna alle restrizioni di culto imposte da Israele che ha respinto le accuse definite ‘vergognose’. Ma Gerusalemme Stasera Ban prima di volare in Giordania, riferirà in videoconferenza al Consiglio di sicurezza dell’Onu, riunito a porte chiuse a New York E, si attende anche l’esito del colloquio nel pomeriggio a Berlino tra la cancelliera tedesca Merkel e il premier israeliano Netanhyau, che domani incontrerà qui anche il segretario di Stato Usa Kerry. Quindi venerdì a Vienna si riunirà il quartetto per il Medio Oriente (Russia-Stati Uniti-Unione Europea e Onu) per esaminare la situazione estremamente critica nei rapporti tra Israele e la Palestina.