Scontri accesi anche questo pomeriggio tra polizia ungherese e centinaia di migranti che cercavano di sfondare la barriera di filo spinato ad Horgos al confine con la Serbia, che ha condannato l’uso della forza. Lacrimogeni, spray urticanti e un cannone d’acqua le armi usate dagli agenti bersagliati dai profughi con scarpe e bottigliette d’acqua. Non ci sarebbero stati feriti gravi. Il governo di Budapest ha chiuso al traffico anche l’autostrada tra Horgos e Rozske. E sono 316 i migranti - uno già condannato - per ingresso illegale nel Paese secondo le norme restrittive, in vigore da ieri. Stop anche in Austria ai treni per la Germania da Salisburgo, dove circa 2 mila migranti chiedono di partire. Altri 5 mila profughi sono invece passati dalla Grecia alla Macedonia nelle ultime 24 ore. La Francia annuncia controlli alle frontiere. E sulla rotta dei Balcani, allarme per i migranti in Croazia: ci sarebbero 51 mila mine interrate eredità delle guerre balcaniche. Il flusso appare innarrestabile. Come ha osservato la commissaria europea Malmstrom “Gente disperata troverà sempre strade alternative per entrare in Europa e per questo è importate arrivare ad un accordo la prossima settimana. Un’intesa sembra già esserci per attivare all’inizio di ottobre, in Italia e Grecia, centri di registrazione dei migranti e non, con il supporto di varie agenzie europee competenti. Operazione denominata “hotspot”, che solleva molti dubbi, sulla reale efficacia al fine di chiarire chi ha diritto o meno all’accoglienza.