Il Papa parla nell’Enciclica alla “famiglia umana multigenerazionale”, che va al di là di chi vive oggi, e critica profondamente - ha ricordato il cardinale Turkson - “i genitori che egoisticamente sprecano ampie risorse in ciò che non è realmente necessario, lasciando i loro figli con meno possibilità di costruire una vita propria in seguito”. Con l’espressione "ecologia integrale", Francesco vuol significare che tutti siamo interamente connessi con ogni cosa e con ognuno, e prendendoci cura della "casa comune" e della famiglia umana che vi abita, a partire dai nostri bambini, il confine tra noi e gli altri si ammorbidisce, sfuma, perfino scompare.
“Attraverso gli occhi dei bambini noi possiamo scoprire - ha ricordato il porporato - una volta ancora la bellezza, la meraviglia, la maestà del nostro pianeta e della nostra esistenza”. Attraverso le loro domande - qual è lo scopo della nostra vita in questo mondo? Perché siamo qui? Qual è l’obiettivo del nostro lavoro e di tutti i nostri sforzi? - “noi siamo posti faccia a faccia con le nostre ipocrisie, i compromessi che abbiamo fatto con i nostri valori, le scelte che dobbiamo riesaminare alla luce di ciò che noi sappiamo nei nostri cuori essere giusto e vero.” “Queste lenti da bambino ci riportano a chi siamo ora come adulti”. “Non basta più dire - scrive il Papa - che dobbiamo preoccuparci per le future generazioni”, ma “rendersi conto che in gioco è la dignità di noi stessi… i primi interessati a trasmettere un pianeta abitabile per l’umanità che verrà dopo... Un dramma che chiama in causa il significato del nostro passaggio su questa terra.”
“I giovani - ha rimarcato infine il presidente del Pontificio Consiglio Giustizia e Pace - stanno anelando a fare la differenza in molti Paesi”. Da qui l'invito agli organismi che si occupano di infanzia e gioventù - e anche alla Chiesa - “a collaborare con loro e a sostenere i loro sforzi”. “L’interesse dei giovani nella lotta ai cambiamenti climatici - ha concluso il porporato - è più grande del nostro".