Era stato il capo di Stato maggiore Traorè, assunto il potere il 31 ottobre scorso ed avere azzerato governo e parlamento - dopo l’abbandono dell’ex presidente Compaoré rifugiatosi in Costa D’Avorio, travolto da una rivolta popolare - a promettere entro un anno elezioni politiche e presidenziali. Poi all’indomani ad assumere il comando del Paese era stato il colonnello Zida, rinnovando l’intenzione di guidare un processo democratico di transizione. E, ieri dopo giorni di scontri e di violenze di piazza, l’accordo è stato sancito tra delegati di partiti politici, società civile, rappresentanti religiosi del Paese: entro novembre 2015 saranno eletti i nuovi parlamentari e il capo di Stato. Non c’è stata però intesa su chi guiderà la transizione. Non è questione di poco conto, visto che la comunità internazionale - Stati Uniti in testa, seguiti dall’Unione africana (Ua) e dall’Organizzazione dell’Africa occidentale (Ecowas) - ha condannato la presa di potere da parte dei militari, chiedendo di restituire quanto prima ai civili la guida del Paese.