Robertagisotti.it

Frase esatta: Sí No    

 

Decreto storico in Turchia sulla restituzione dei beni confiscati alle minoranze religiose, esclusi i cattolici latini. Gioia di mons. Franceschini

Notizia letta 120896 volte
Articolo in: Radio Vaticana  

Roberta Gisotti 29/08/2011

Decreto storico in Turchia sulla restituzione dei beni confiscati alle minoranze religiose, esclusi i cattolici latini. Gioia di mons. Franceschini
Un decreto, firmato ieri dal premier turco Tayip Erdogan, sancisce la restituzione delle proprietà sequestrate alle minoranze religiose, dopo il censimento del 1936: beneficiari del provvedimento sono i cristiani greco-ortodossi, i cattolici caldei
 

Un vero 'colpo di teatro' di Erdogan, commentano gli osservatori. Il decreto, pubblicato prima della consueta cena del Ramadan organizzata dal rappresentante delle fondazioni religiose non musulmane in onore del premier, arriva dopo anni di rivendicazioni, anche in sede europea e a pochi giorni dagli ultimi appelli del Patriarca ecumenico di Costantinopoli Bartolomeo I perchè la Turchia rendesse i beni usurpati. Saranno dunque restituite le proprietà recensite nel 1936 e poi confiscate alle fondazioni religiose dalle varie amministrazioni dello Stato; sarà anche ripristinata la gestione dei cimiteri ceduta ai vari comuni e municipi; saranno infine resi gli immobili - come monasteri e parrocchie - mai riconosciuti come enti giuridici, e se alienati o ceduti a terzi sarà stabilito un congruo compenso a risarcire i legittimi proprietari. Secondo un primo calcolo: un migliaio di immobili tornerà ai cristiani greco-ortodossi, un centinaio agli armeni, diversi altri ai caldei cattolici e agli ebrei. Nulla tornerà invece ai cattolici latini, perchè questi non compaiono tra le minoranze religiose indicate nel Trattato di Losanna del 1923, che sanciva il riconoscimento della Repubblica turca proclamata da Kemal Ataturk. Se i cattolici in Turchia a tutt'oggi non hanno riconoscimento giuridico, il decreto fa ben sperare. "Accolgo con gioia la notizia", ha commentato stamane mons. Ruggero Franceschini, presidente della Conferenza episcopale turca, annunciando che il documento sarà esaminato nella prossima riunione di settembre. Grande soddisfazione hanno espresso i rappresentanti delle minoranze beneficiarie per un passo "storico" sulla via dei diritti umani. "E' finito il tempo - ha detto il premier Erdogan - in cui un nostro cittadino poteva essere oppresso a causa della sua religione, origine etnica o diverso modo di vivere". Parole importanti da mantenere nei fatti.

  http://www.oecumene.radiovaticana.org/it1/Articolo#...]

 

 

 

 

Questo sito non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità,
non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n.62 del 2001.