Un' intervista denuncia, con parole dure contro "il mascalzone" che le ha spezzato i polsi e contro i genitori "che la mandano in giro a rubare". Una denuncia che avrebbe dovuto fare a meno delle immagini della bambina? "Purtroppo, ancora una volta ha vinto lo spettacolo" è l' accusa del Comitato di garanzia per l' applicazione della Carta di Treviso, il codice deontologico della stampa.
E per Costanzo, dopo le polemiche, potrebbero arrivare anche "sanzioni" professionali chieste dal comitato, presieduto dal presidente dell' Ordine dei giornalisti, Mario Petrina, e composto dal presidente della Fnsi Vittorio Roidi e dal presidente di ' Telefono Azzurro' , Ernesto Caffo: "Alla bambina doveva essere garantito l' anonimato" scrivono "i giornalisti devono tutelare l' immagine e la personalità dei minori coinvolti in dolorosi fatti di cronaca".
L' Ordine dei giornalisti di Roma la settimana prossima aprirà il ' processo' a Costanzo, visionando la cassetta dell' intervista. E il vicepresidente dell' Associazione magistrati minorili, Melita Cavallo, rincara le accuse: "Per tramutarsi in comportamenti, la Carta di Treviso ha bisogno di una presa di coscienza. Ed evidentemente Costanzo non la vuole rispettare.
E non vuole rispettare nemmeno l' articolo 13 del codice di procedura penale minorile e il 114 del codice di procedura penale: quando un minore è vittima di un reato non si può mostrare". Ma Costanzo non fa passi indietro: "Il fatto mi è parso di una tale gravità da dovermi comportare in questa maniera, assumendomi ogni responsabilità. Mi vogliono censurare, sanzionare, mettere alla gogna? Io ho mandato otto minuti di intervista per rendere più forte la mia comunicazione su un fatto gravissimo. Non ho indugiato con la telecamera e ho evitato l' ipocrisia della mascherina sugli occhi della bambina. Bisognava denunciare, ripeto, un episodio gravissimo avvenuto a mezzogiorno in pieno centro di Roma: se cominciamo ad accettare queste cose, finiremo con l' accettare le ronde notturne di giustizieri. Ieri notte nell' ' Edicola' del Tg3 Furio Colombo ha detto che la gravità di alcuni episodi deve far fare eccezione alle regole. S
e poi invece vogliamo far finta che viviamo nel migliore dei mondi possibili, standocene al riparo della Carta di Treviso, facciamolo". "Ma mettere sul palco la bambina sotto la luce dei riflettori" continua Caffo "non è il modo per ridarle dignità e ristabilire giustizia nei suoi confronti. I bambini non devono essere messi sotto i riflettori per nessun motivo".
Su questo tema, tuttavia, Costanzo non solo non arretra, ma rilancia la polemica, proponendo un ' tavolo' per affrontare il rapporto fra minori e televisione: "Io la Carta di Treviso la invoco anche per i bambini che canticchiano a ' Domenica In' e a ' Buona domenica' .
Loro canticchiano e le mamme sono contente". A Costanzo è giunta anche una lettera di una giornalista di Radio Vaticana, Roberta Gisotti, che lo accusa di "vigliacca violenza morale nei confronti della bimba". Ma nell' infuriare delle polemiche Costanzo ha dalla sua l' opinione di Pippo Baudo e Giovanni Minoli. Baudo: "Se avesse denunciato il fatto da solo, sarebbe stata una inutile paternale, non avrebbe funzionato volendo dar forza al messaggio". Minoli: "Forse non è l' unico modo per farlo, ma Costanzo ha fatto bene: è un fatto di cronaca che va trattato come tale per stimolare il dibattito". E oggi Giancarlo Magalli ospiterà a ' I fatti vostrì Sabina e Kasim, madre e zia della bambina.