Un incontro durato oltre un’ora, “atteso da entrambe le parti”. Il porporato riferisce l’apprezzamento espresso dal vescovo di Roma, che “presiede nella carità e comunione” la Conferenza episcopale italiana, riguardo “il metodo di lavoro della Cei”: la programmazione decennale, i Convegni ecclesiali nazionali a metà cammino e il tema in corso dell’educazione, “nell’impegno di ricondurla innanzitutto al suo principio originante, ossia l’annuncio di Gesù Cristo”, per riscoprire “una precisa idea di uomo e di umanità”, avvertiti della “mutazione antropologica in atto”, che interessa “non tanto e solo il contesto europeo, ma anche l’America Latina e, più in generale, il mondo intero”. Tra gli altri argomenti del colloquio tra il Papa e il cardinale Bagnasco: l’impegno della Chiesa italiana “per la tutela e la promozione dei valori non negoziabili, il rapporto con l’opinione pubblica”, l’attenzione costante dei media “a testimonianza di una presenza qualificata sul territorio, che a volte arriva a essere mal tollerata”. Il Papa – riporta il presidente della Cei – ha condiviso anche “gli sforzi di sobrietà portati avanti dai vescovi italiani”, e “la necessità di avere strutture agili, evitando sprechi e dispendi di risorse”, raccomandando di “non moltiplicare organismi, che alla fine appesantiscono inutilmente”, e insistendo “sul fatto che la Chiesa è un organismo vivo, vivente, e non un’organizzazione burocratica, a cui a volte qualcuno vorrebbe ridurla”. Francesco ha infine confermato al cardinale Bagnasco il suo intervento alla prossima Assemblea generale della Cei, in programma dal 20 al 24 maggio.