Stavolta la giornalista di Radio Vaticana si occupa, con la consueta completezza, della Rai della seconda Repubblica e c'è già chi trema, visto che l'azienda di Stato è "il sismografo più sensibile della vita politica nazionale", come sostiene Giovanni Valentini nella prefazione. Enrico Manca, Walter Pedullà, Claudio Demattè, Elvira Sellerio, Enzo Siciliano, Vittorio Emiliani, fino a Sandro Curzi e a Claudio Petruccioli, il libro ripercorre le fasi salienti e i retroscena che hanno portato anche in Rai all'attuale trionfo del trash, in alcune fasce orarie.
Riguardo all'arrivo della "marescialla" Letizia Moratti sulla poltrona di direttore generale, Gisotti scrive che "la Rai sembra cambiare il pelo ma non il vizio: è in arrivo una nuova tornata di nomine nei posti chiave dell'azienda, frutto dell'esercizio del potere governativo ma anche di mediazioni con l'opposizione". La riflessione a margine è persino banale. In questi mesi di governo Prodi, le mediazioni si sono allungate a dismisura e nei posti nevralgici siedono ancora gli uomini di Berlusconi e compagnia.