50 anni dalla prima Costituzione del Concilio Vaticano II, che iniziò i suoi lavori proprio dalla riforma della liturgia, per affermare il primato di Dio nella vita della Chiesa; una Chiesa “rinnovata e santificata”, solidale “con l’umanità nelle sue speranze e inquietudini”. Così il cardinale Antonio Canizares Llovera, prefetto della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, nel suo intervento letto ai giornalisti, durante la conferenza stampa, essendo il porporato in questi giorni inviato del Papa a Panama. Un Simposio organizzato - osserva il cardinale Canizares – per esprimere gratitudine per questo primo frutto del Concilio e per continuare ad approfondire il rinnovamento liturgico voluto dal Concilio II. “Ma molto resta ancora da fare”, aggiunge il porporato, richiamando “la responsabilità” che “è di tutti”.
Nelle grandi prospettive del Vaticano II “non si può infatti pensare alla liturgia senza pensare alla Chiesa intera”, ha spiegato poi mons. Arthur Roche, segretario del dicastero:
“Certo , i 50 anni dalla Sacrosanctum Concilium invitano anche a fare esame di coscienza”.
Da qui l’invito al Simposio che è stato esteso – ha detto mons. Roche - a Conferenze episcopali, responsabili di commissioni liturgiche, centri di studio teologico e pastorale, curatori e animatori della liturgia. Universale la presenza dei relatori sacerdoti, religiosi, laici da ogni continente, arricchita da voci di Riti liturgici non romani:
“L’auspicio è di poter offrire nei giorni del Simposio, attraverso l’ascolto, il dialogo, la preghiera comune, una esperienza di comunione colma di grata memoria e di profetico impegno”.
Tra gli argomenti evidenziati dai giornalisti, riguardo i contenuti nel Simposio, sono stati: la liturgia ordinaria e straordinaria, che non è di competenza - è stato chiarito - della Congregazione per il Culto Divino ma della Congregazione per la Dottrina della Fede; poi la presenza dei laici nella liturgia, che non avrà un approfondimento specifico nei lavori e la rappresentazione mediale della liturgia, che sempre deve favorire l’incontro con Dio e la comunione ecclesiale.